Le pagelle degli Australian Open

 Ed ecco le pagelle dello Slam australiano, aggiudicato per la quarta volta in carriera dall’attuale numero 1 al mondo.

NOVAK DJOKOVIC: 9. Perfetto, c’è poco da dire. Quasi imbarazzante la semplicità con cui ha affrontato i match nella seconda settimana del torneo. Il voto sarebbe stato pari a 10 se non avesse avuto un tabellone estremamente semplice. Perché è bastato un Wawrinka in grande spolvero per mettere in crisi il serbo, che deve la vittoria di quel match alla sua straordinaria concentrazione e forza mentale. Tolto quel match, è stata una passeggiata. Con Berdych ha lottato solamente nei primi set, ma del resto il ceko non ha le armi per far male a Djokovic. Con Ferrer l’esito del match e il numero dei set era già scritto, ma nessuno si poteva aspettare un parziale così netto. E in finale probabilmente ha approfittato della stanchezza di Murray, reduce dalla maratona. Bravissimo e fortunato insomma.

ANDY MURRAY: 8,5. L’eliminazione di Del Potro gli ha evitato una faticaccia già dei quarti di finale, ma se l’è vista davvero brutta contro Federer. Quando recuperi uno svantaggio di 1-4 e ti porti avanti 6-5 e servizio non puoi non vincere il set a questi livelli. Ancora una volta ha concesso delle pause che hanno allungato il match al quinto e che gli hanno tolto preziose energie per la finale. Si tratta della seconda finale Slam consecutiva, e i margini per migliorare sono ancora notevoli. Attualmente Murray è il vero numero 2 al mondo, il sorpasso su Federer in classifica probabilmente avverrà durante l’anno.

ROGER FEDERER: 8. Ci sarà un perché se Roger resta sempre il tennista più amato. Non ricordo un tabellone così difficile per lo svizzero in un torneo Slam, ma è stato impressionante il modo in cui si è sbarazzato di Davydenko, Tomic e Raonic nei primi turni. Ha vinto un difficile match contro Tsonga, e in semifinale è stato in grado di portare al quinto set un match che sembrava perso, giocando per oltre 4 ore un grandissimo tennis. Ha perso semplicemente perché non ne aveva più fisicamente, e a 31 anni e mezzo è impossibile anche per un robot come lui vinceredue match consecutivi al quinto set, con quel livello di gioco. Se in futuro non avrà tabelloni così difficili potrà ancora essere protagonista negli Slam.

DAVID FERRER: 6,5. Ha centrato il massimo traguardo possibile, approfittando di un tabellone davvero semplice, va detto. Prima del torneo avrebbe firmato a occhi chiusi per questo risultato, che lo ha proiettato alla quarta posizione mondiale in classifica e che costituisce la terza semifinale negli ultimi 4 Slam. Tuttavia, nel corso del torneo non ha brillato, e ha vinto il match contro Almagro solo grazie all’ennesimo blackout che ha colpito il povero Nicolas. In semifinale è stato umiliato da Djokovic, un po’ come accadde lo scorso anno a Parigi contro Nadal. Vedremo se durante l’anno riuscirà ancora a migliorarsi o se effettivamente ha raggiunto il suo limite.

TOMAS BERDYCH: 6. Ormai è assodato che Berdych si esalta solamente quando incrocia Federer. Con gli altri big non riesce a portare a casa il match in nessuna maniera. Con Djokovic nei primi set ha lasciato l’impressione di poter fare partita, ma è nettamente calato col passare delle ore. In classifica ha ora Nadal nel mirino, ma se non migliora è difficile che possa andare oltre la quinta posizione in carriera.

JEREMY CHARDY: 6,5. E’ lui che ha regalato la grande sorpresa della settimana, con l’eliminazione di Del Potro. Poi si è dovuto arrendere contro Murray, ma del resto non ha ancora l’esperienza per fare partita con i big. E’ un tennista interessante, ha ancora 25 anni per cui i margini di miglioramento ci sono. Se troverà continuità nei risultati potrà presto entrare nella Top20 (attualmente è salito in 25esima posizione)

JO WILLFRIED TSONGA: 7. Finalmente riecco il vero Tsonga. Dopo mesi di anonimato, e dopo un 2012 con molte ombre e poche luci, il francese è tornato a giocare un bel torneo, accedendo facilmente ai quarti e giocando davvero bene contro Federer. Dopo aver portato il match al quinto è però crollato sotto la classe dello svizzero, ma il tennis forse ha ritrovato un gran giocatore che, specialmente nei tornei al meglio dei 3 set, potrà dire la sua.

NICOLAS ALMAGRO: 6,5. La sconfitta in Davis potrebbe averlo segnato. Ha avuto la “sfortuna” di giocare nell’epoca d’oro del tennis spagnolo, in cui è stato perennemente oscurato dai vari Nadal, Ferrer e, occasionalmente, anche da Verdasco. Questo è stato senza dubbio il suo migliore torneo Slam, ma farsi recuperare dal punteggio di 2 set a 0 e 5-4 e servizio non è da tutti. Peccato, poteva essere forse la svolta della carriera, invece è l’ennesima occasione persa da questo tennista.

JUAN MARTIN DEL POTRO: 3. Il grande flop del torneo. Ce lo aspettavamo pronto a battagliare con Murray nei quarti di finale, e invece ha abbandonato subito la scena. Ennesimo passo indietro per un giocatore che proprio non riesce a mostrare quelle qualità tennistiche che possiede e che ha mostrato solo a tratti negli ultimi anni. Dopo i 2 successi consecutivi contro Federer a fine 2012, e dopo la finale sfiorata nell’ultimo ATP Final, Delpo scendono nuovamente le speranze di aggiungere Delpo all’elenco dei “Fab4”. Speriamo sia stato solo un passo falso e già dal prossimo torneo rivedremo il “vecchio” Del Potro.

SANISLAS WAWRINKA: 7. Impressionante ! Contro Djokovic ha giocato probabilmente il miglior match in carriera. Resta il rammarico, perché perdere 12-10 non è semplice da digerire, ma se non avrà subito il colpo, il tennis mondiale potrebbe aver riscoperto un ottimo tennista, un po’ perso negli ultimi 2-3 anni, che potrebbe davvero puntare al ritorno nella Top10.

IL TORNEO: 9. Dopo l’edizione 2009, caratterizzate da due splendide partite tra Nadal e Verdasco e tra Nadal e Federer, sembrava impossibile per lo Slam australiano offrire uno spettacolo migliore. E invece negli ultimi anni si è superato. Lo scorso anno prima con la semifinale tra Djokovic e Murray, e poi con la finalissima, la più lunga finale Slam mai giocata nella storia. E quest’anno non ha deluso le aspettative. Fantastici i match di Monfils e Simon, così come la vittoria 12-10 al quinto set di Djokovic su Wawrinka. E davvero belle le sfide di Federer al quinto set contro Tsonga e contro Murray in semifinale. Quest’ultima probabilmente è stata la partita di livello qualitativo più alto del torneo. Ha deluso un pò la finale, bella solamente per 2 set, ma il risultato complessivo è stato assolutamente di alto livello.

Le pagelle degli Australian Openultima modifica: 2013-01-30T16:26:00+00:00da quindicipari
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